WorkManager, il primo gestionale integrato per la PMI completamente on line

Trieste – 13 febbraio 2013: Esia Software Srl ha annunciato il rilascio del suo nuovo software denominato WorkManager che aiuterà le micro, piccole e medie imprese, i professionisti e gli artigiani ad organizzare meglio il loro lavoro e creare nuove opportunità di business.

“WorkManager è il primo programma gestionale completamente on line, sviluppato interamente e in ogni sua parte da Esia Software, concepito per migliorare la gestione nelle micro, piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e gli artigiani, ottimizzando il lavoro, centralizzando le informazioni e migliorando il rapporto con i clienti. – dichiara l’amministratore delegato Enrico Rossini – È un applicativo essenziale che ha tutto ciò che serve per gestire al meglio la propria attività o il proprio studio”.

WorkManager è utile all'artigiano che organizza meglio il proprio lavoro, al professionista che tiene conto dell'attività svolta in pratiche, a chi ha una partita iva o ad una microimpresa e vuole tenere sotto controllo i conti, ad una piccola azienda che non vuole dimenticarsi di riscuotere le fatture e a chi vuole fatturare di più. Inoltre è stata implementata una funzione che consente a tutti i possessori del software di comunicare tra di loro e scambiarsi fatture ed altri documenti contabili oltre alla possibilità di fare business tra di loro: in questo momento di crisi, l’impiego di WorkManager può essere un antidoto per trovare nuovi clienti e per dimostrare ai clienti già acquisiti l’impegno delle aziende nel migliorare la loro efficienza, la professionalità e l’organizzazione.

Emissione fatture e ritenute, prima nota, definizione del budget, gestione contratti e commerciale, appuntamenti, gestione delle commesse, pratiche e lavori, gestione del personale, gestione dei ticket: queste le principali funzionalità di WorkManager. Tutto l’applicativo può essere anche utilizzato su dispositivi mobili quali iPhone, iPad, Windows Phone, Microsoft Surface, smartphone e tablet Android.

WorkManager viene proposto in modalità SaaS. SaaS significa Software as a Service (software come servizio). Praticamente a fronte di un bassissimo canone tutti i tuoi dati sono gestiti e manutenuti nelle nostre webfarm (oggi si direbbe in cloud) garantendoti sempre l'efficienza del tuo sistema e togliendoti il peso di controlli e manutenzione periodiche.

Maggiori informazioni si possono trovare sul sito http://www.workmanager.info

Creare App per iPhone ed iPad con Xcode 4.5

Creare App per iPhone ed iPad con Xcode 4.5 - Enrico RossiniEcco il nostro nuovo ebook dedicato questa volta alla creazione di app per iPhone ed iPad con XCode 4.5.

Chi si avvicina alla programmazione per iPhone ed iPad si trova spesso di fronte ad un ambiente sicuramente nuovo e diverso rispetto agli altri ambienti di sviluppo e non sempre risulta intuitivo.

Con questa guida ho voluto aiutare chi si avvicina a questo nuovo modo di lavorare, iniziando con una panoramica su Objective-C e scendendo via via nella conoscenza di XCode 4.5.

Molti sono i trucchi che non si trovano né nelle guide né cercando su web che spesso accorciano i tempi di sviluppo di applicazioni. Il libro si conclude con la realizzazione i di un'app completa per la presentazione di un sito internet con la lettura di file ed immagini on line e la realizzazione di un lettore di RSS.

Lo standard europeo per i software e i sistemi di conservazione sostitutiva

Recentemente l’Unione Europea ha pubblicato finalmente gli standard interoperabili per la conservazione digitale. L’ETSI World standard è l’organizzazione ufficiale per gli standard europei e si preoccupa di definire standard certi e sicuri per l’information e communications technologies.

L’ETSI ha redatto due documenti specifici per il mondo digitale. Le due normative che di seguito andrò ad analizzare brevemente che fanno parte dello stesso standard, ovvero il 101 533-1 e 101 533-2, hanno lo scopo principale di definire i requisiti di sicurezza informatica che un operatore deve garantire al proprio sistema di conservazione delle informazioni e dei dati digitali. Iniziando dal 5331, possiamo affermare che tale documento affronta le problematiche di sicurezza di un sistema per la gestione delle informazioni aziendali e tali procedure si basano sulle norme Iso 27 001 e 27 002.

Il documento definisce e riporta quelle che sono le tecnologie attuali per la gestione dei dati digitali e quindi si parla di firme digitali, di marche temporali, di riferimenti temporali, di integrià dei documenti e di quant’altro racchiude il mondo della conservazione sostitutiva. Ad esempio vengono indicate le tecnologie per le firme elettroniche utilizzate e riconosciute dalle unione europea, quali ad esempio CAdES, XAdES, PAdES, QES, etc. Il documento però non si propone di specificare i singoli requisiti tecnici di un sistema di conservazione, ma l’ETSI preferisce soffermarsi sulle procedure di sicurezza e quindi sui singoli processi che un sistema di conservazione sostitutiva deve necessariamente soddisfare.

Si parla dunque di autenticazione, auditing, integrazione con altri sistemi, leggibilità dei documenti gestiti dal sistema, tipologie dei supporti di memorizzazione, formato dai documenti ammissibili, formati digitali e conversione dei dati da analogico al digitale e il tutto viene discusso in modo molto semplice e immediato. In realtà il documento ripropone quello che viene descritto all’interno della norma Iso iec 27 001 e 27 002 specificando maggiormente quali sono gli asset di gestione necessari per il sistema di conservazione digitale che si intende realizzare.

Particolare importanza viene data alla gestione della sicurezza degli accessi al sistema, della riservatezza dei Log, del disaster recovery, della continuità operativa e della indicizzazione dei dati e dei documenti; infatti questo documento a mio parere rappresenta perfettamente tutti i processi che un sistema di gestione elettronica documentale dovrebbe possedere al fine di garantire la sicurezza e l’integrità dei dati. Molto importante è ad esempio la discussione che ne deriva dallo “stato” di sicurezza che ogni utente deve avere per accedere ad un sistema di conservazione sostitutiva. A maggior ragione nel documento viene riportata anche la sicurezza fisica del perimetro di conservazione dei dati, quindi specificando anche il controllo fisico di accesso alle applicazioni e al hardware utilizzato.

Vengono anche definiti i requisiti di protezione contro hacker e virus, ma soprattutto viene anche riportato un esempio di change management causato dall’adozione di un sistema di gestione elettronica documentale. La sicurezza invece della rete e dei sistemi di backup, è riproposta nel documento in modo molto approssimativo, ma a mio parere semplicemente perché dovrebbero essere dei requisiti già impliciti all’interno di un sistema di conservazione. Vi è anche una piccola parte che descrive l’accesso mobile alle applicazioni di conservazione, riportando ovviamente le giuste considerazioni sulla sicurezza di tali dispositivi mobili.

Come era inuibile poi questo documento non descrive mai una specifica tecnologia, uno specifico linguaggio di programmazione o uno specifico formato, ma si preoccupa giustamente di discutere dei processi di sicurezza, di gestione, di sviluppo e di business in modo completamente procedurale e descrittivo, dando estrema importanza alla caratterizzazione dei flussi di lavoro. Il secondo documento, ovvero l’101 533-2 ha lo scopo invece di indicare le linee guida per i valutatori di un sistema di conservazione.

Quindi una vera e propria task list per permettere ai controllori-valutatori appunto di verificare i singoli requisiti che un sistema di conservazione deve conseguire. Tale documento dunque si riferisce completamente all’101 533-1, ma in più permette al valutatore, di creare a sua volta un ulteriore documento contenente una tabella riassuntiva e specifica dei requisiti del sistema di conservazione sostitutiva. Quello che è interessante di questi due documenti è che gli standard o meglio le procedure descritte, dovrebbero essere effettivamente utilizzate in ambito europeo al fine di rendere sicuri, interoperabili e indipendenti dall’obsolescenza tecnologica tutti i sistemi di conservazione presenti sul mercato, anche grazie all’accento completamente “Open Source” che si dà allo standard e quindi aperto come dovrebbe essere ad ogni possibile integrazione e cambiamento tecnologico nel tempo.

Cosa cambierà per la fatturazione elettronica nel 2013?

Forse non tutti sanno che esiste una delibera 2010/45/CE della Comunità Europea che cambierà un bel pò di cose per la fatturazione elettronica. E questi cambiamenti avverranno dal 1 Gennaio 2013. Andiamo a vedere di cosa si tratta e cosa c’è di nuovo, riportando alcuni punti della direttiva:

(8) Dato che il ricorso alla fatturazione elettronica può aiu­ tare le imprese a ridurre i costi e ad essere più compe­ titive, gli attuali obblighi IVA relativi alla fatturazione elettronica dovrebbero essere rivisti per eliminare gli oneri e le barriere esistenti che ostacolano il ricorso a tale tipo di fatturazione. Le fatture cartacee e quelle elet­ troniche dovrebbero ricevere lo stesso trattamento e gli oneri amministrativi gravanti sulle fatture cartacee non dovrebbero aumentare. (9) La parità di trattamento dovrebbe applicarsi anche con riguardo alle competenze delle autorità fiscali. Le loro competenze di controllo e i diritti e gli obblighi dei soggetti passivi dovrebbero applicarsi in condizioni di parità indipendentemente dal fatto che il soggetto passivo scelga di emettere fatture cartacee o fatture elettroniche.

Finalmente si decide che un documento analogico contabile e un documento informatico contabile, devono avere lo stesso “trattamento” sia dal punto di vista fiscale, sia dal punto di vista giuridico. Questa affermazione, che a molti può sembrare una banalità, difatti implica che gli stati membri europei, devono garantire tramite opportune leggi e tecnologie, che la fattura elettronica, sia non solo facile da implementare, ma che abbia gli “stessi diritti” di una fattura cartacea. In Italia, questo è già stato fatto! E inoltre siamo a brevissimo in attesa dell’ufficialità delle nuove regole tecniche, che vanno proprio in questa direzione.

(11) L’autenticità e l’integrità delle fatture elettroniche possono essere assicurate anche ricorrendo a talune tecnologie esistenti, quali la trasmissione elettronica di dati (EDI) e le firme elettroniche avanzate. Tuttavia, poiché esistono altre tecnologie, i soggetti passivi non dovrebbero essere obbligati a ricorrere ad una particolare tecnologia di fat­ turazione elettronica.

La cosa importante è che la direttiva europea non impone l’uso di una particolare tecnologia, ma semplicemente suggerisce ogni possibile mezzo tecnologico e/o processo che attraverso l’interoperabilità ed evitando l’obsolescenza tecnologica, mi garantisca che quella fattura sia appunto integra, autentica e leggibile nel tempo. Ma la direttiva va anche oltre e specifica:

Articolo 233
1. L’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità di una fattura, sia essa cartacea o elettronica, sono assicurate dal momento dell’emissione fino al termine del periodo di archiviazione della fattura. Ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggi­ bilità della fattura. Ciò può essere realizzato attraverso con­ trolli di gestione che creino una pista di controllo affidabile tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di servizi. “Autenticità dell’origine” implica la comprovazione del­ l’identità del fornitore o del prestatore o dell’emittente della fattura. “Integrità del contenuto” implica che il contenuto richiesto in conformità con la presente direttiva non è stato alterato.

2. Oltre al tipo di controlli di gestione descritto nel paragrafo 1, costituiscono esempi di tecnologie che assicu­ rano l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto di una fattura elettronica:

a) la firma elettronica avanzata ai sensi dell’articolo 2, punto 2, della direttiva 1999/93/CE del Parlamento eu­ ropeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1999, relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche (*), ba­sata su un certificato qualificato e creata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura ai sensi dell’articolo 2, punti 6 e 10, della direttiva 1999/93/CE; b) la trasmissione elettronica di dati (EDI) quale definita all’articolo 2 dell’allegato 1 della raccomandazione 1994/820/CE della Commissione, del 19 ottobre 1994, relativa agli aspetti giuridici della trasmissione elettro­nica di dati (**), qualora l’accordo per questa trasmis­sione preveda l’uso di procedure che garantiscano l’au­tenticità dell’origine e l’integrità dei dati.

In questo caso la direttiva elenca anche alcune tecnologie che permettono di garantire “l’esistenza” di una fattura elettronica. Qualcuno, inoltre, avrà anche notato questo: si parla di dispositivo sicuro di firma. Vi ricorda qualcosa ? Nella modifica al D.lgs 82/2005, per un errore evidente (credo di copia e incolla), è scomparso il dispositivo sicuro di firma. Ma su questo abbiamo già detto molto ed è chiaro che la correzione è insita nella penultima bozza del provvedimento, (come è noto, il Decreto 235/2010 ha subito una ventina di rielaborazioni diverse prima di arrivare al testo definitivo) dove la firma digitale figurava come un caso particolare di firma qualificata.

E quindi il requisito del dispositivo sicuro per la firma digitale risulta implicitamente in quanto è richiesto nella firma qualificata. Un’altra considerazione molto importante è che la direttiva specifica che il sistema di archiviazione-conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche, deve comunque e ovviamente garantire nel tempo la leggibilità, l’integrità e l’autenticità delle fatture elettroniche. E deve farlo già nel momento dell’origine della fattura (emissione) .E c’è di più , poichè la direttiva obbliga i soggetti che archiviano elettronicamente la proprie fatture, a rendere disponibile un’applicazione di rete, che permetta di visionare e scaricare i documenti fiscali e contabili come evidenziato dalla seguente:

«Articolo 249 A fini di controllo, qualora un soggetto passivo archivi, tramite un mezzo elettronico che garantisca un accesso in linea ai dati, le fatture da esso emesse o ricevute, le autorità competenti dello Stato membro in cui è stabilito e, nel caso in cui l’IVA sia dovuta in un altro Stato mem­ bro, le autorità competenti di detto Stato membro hanno il diritto di accedere a tali fatture per via elettronica, di sca­ ricarle e di utilizzarle.»;

Universal Business Language (UBL) per la fatturazione elettronica

Quando si parla di fatturazione e di documenti contabili informatici, si deve fare sempre riferimento al formato XML, raccomandato dal W3C già dal 1998 per lo scambio di messaggi nel commercio elettronico. Nel corso degli anni il formato XML ha però “causato” una serie di problemi, visto la presenza di numerosi formati-schemi diversi per la generazione di documenti. Il problema di questi diversi formati è stato ed è tutt’ora un problema di non poco conto, perchè per ogni scambio nasce un difetto di interoperabilità per la gestione e memorizzazione di diversi documenti con contenuti e formati tutti differenti tra loro.

L'UBL, ovvero l’Universal Business Language risolve questo problema, identificando un UNICO formato per i documenti di business. L’UBL è stato creato e studiato dal OASIS (Advancing open standards for the global information society) ed è ad oggi utilizzato in moltissimi Paesi Europei, come ad esempio la Svizzera, la Danimarca, la Svezia e la Norvegia, per tutti gli scambi commerciali elettronici ed anche in contesti bancari.

L’UBL, derivando dall’XML, ovviamente non differisce da quest’ultimo. Come per l’XML, nell’UBL vengono definite diverse librerie di schemi per l’ approvazione del documento creato e al fine di validare alcuni concetti-tag chiave di un documento (ad esempio fattura) contabile. Quindi abbiamo : il tag riferito alla denominazione sociale, al pagamento, all’indirizzo, alla Partita Iva, alla tipologia della fattura, all’ordine, al metodo di pagamento e così via. La definizione di specifici tag per il mondo del Business, offre una serie di vantaggi maggiori rispetto al “puro XML” , tra i quali:

  • Minori costi di integrazione, sia all’interno che all’esterno delle imprese, attraverso il riutilizzo di strutture di dati comuni
  • Riduzione del costo di software commerciale
  • Una curva di apprendimento più facile
  • Minori costi di ingresso e quindi più rapida adozione da parte delle piccole e medie imprese (PMI)
  • Formati standardizzati
  • Facilità di integrazione in diversi sistemi utilizzati
  • Standard per l’immissione dei dati economici
  • Integrazione con i vari sistemi EDI utilizzati delle imprese
  • Nessun costo di licenza, perchè l’UBL è Open Source. 

L’ UBL è stato progettato per fornire una sintassi universalmente riconosciuta per gli scambi commerciali e per tutti i documenti di business legalmente vincolanti e di operare all’interno di un quadro commerciale standard, quale l’ ISO 15000 (ebXML) che fornisce una completa infrastruttura “informatica” per il mondo del business. Dunque l’UBL permette anche di validare e gestire correttamente l’intero ciclo ordine-fattura, ma non solo. L’UBL infatti definisce correttamente anche il contenuto e la forma di un documento informatico contabile. E non è poco!!!. Scambiarsi documenti elettronici che hanno tutti una stessa caratteristica, è sicuramente un vantaggio per le singole aziende o Pubbliche Amministrazioni che possono scambiarsi le informazioni contabili in modo certo, sicuro, interoperabile e condivisibile con tutti i sistemi informativi. Nell’immagine seguente, viene descritto il modello di riferimento di una fattura UBL.

UBL

Al fine di rispondere alle diverse tipologie documentali del mondo del Business, l’UBL mette a disposizione una serie di schemi predisposti per la validazione di un documento XML contabile. Di seguito l’elenco delle varie tipologie e i link per scaricarle:

Dunque l’UBL per mezzo di modelli specifici e schemi di diversi documenti contabili, definisce una vera e propria semantica per lo scambio elettronico commerciale. Non si tratta semplicemente di un linguaggio, ma molto di più. Lo standard UBL offre ulteriori 30 documenti elettronici normalizzati, tutti validi legalmente e concatenabili tra loro, mediante cui ingegnerizzare i processi di supply chain e di regolamento amministrativo interno all’azienda. Pensiamo inoltre all’interoperabilità di tale formato e all’ indipendenza dei diversi documenti informatici creati con lo standard UBL.

In questo modo, anche se dovessero cambiare le regole del commercio elettronico o anche le regole per la generazione, gestione e conservazione delle fatture elettroniche, si potrebbe sempre e comunque modificare la sintassi UBL in modo del tutto automatico ed “indolore” e senza dipendere da un’altra organizzazione.

Anche per le software house rendere-creare una piattaforma conforme all’UBL sarebbe a costo zero, sia in fase di sviluppo sia in fase di aggiornamento della normativa. E non ci dimentichiamo che l’UBL è stato riconosciuto dall’Europa quale standard per l’ E-Government. E in Italia? Anche se si conosce bene la risposta, lascio a voi le considerazioni su questa brevissima trattazione sull’ UBL.

Il Kindle Fire spiegato a mia zia

Il Kindle Fire spiegato a mia ziaIl Kindle Fire è il tablet di Amazon che è stato da molti definito l'anti-iPad. Con la sua grafica semplice ed immediata, consente a chiunque di leggere libri, guardare video, ascoltare musica, navigare in internet. Tutto a colori!

Vuoi conoscere meglio il Kindle Fire o ti serve una guida facile da utilizzare e veloce da leggere? Ecco il primo manuale in italiano per il tablet di Amazon!

  • Cos'è il Kindle Fire?
    • Combinazione Android e Kindle
    • Differenza tra i Kindle ed il Kindle Fire
    • LCD vs E-Ink
  • Il Kindle Fire è arrivato: prima installazione
  • Impostiamo il Kindle Fire
    • Gestire il tuo account Kindle
    • Acquistare ebook con il Kindle Fire
    • Trovare ebook gratuiti da leggere
    • L'interfaccia utente del Kindle Fire
    • Menu, icone e gesture
    • Navigare nell'edicola
    • Concentriamoci sulla lettura
    • Leggere libri e documenti
    • Utilizzare la ricerca
    • Rimuovere un libro dal Kindle Fire
    • Utilizzo della tastiera
  • Installare ed avviare app
    • Installare una nuova applicazione dall'Amazon App Store
    • Altre risorse per installare applicazioni
    • Avviare e disinstallare applicazioni
  • Musica, video e Amazon Prime
    • Che cos'è Amazon Prime?
    • Sincronizza i file multimediali con il tuo Kindle Fire
    • Ascoltare musica con il tuo Kindle Fire
    • Trovare e scaricare video
    • Impostazioni avanzate del Media Player
  • Accesso ad internet con il Kindle Fire
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    • Impostazione del display
  • Sicurezza per il Kindle Fire
    • Blocco dello schermo con password
    • Salvataggio delle credenziali
    • Parental Controls
    • Cambio proprietario o reset del Kindle Fire
    • Aggiornamento software del Kindle Fire
    • Hai perso o ti hanno rubato il Kindle Fire?

 

Arriva IVA per cassa

Per le piccole azienda, con un fatturato fino a 2 milioni di euro, è in arrivo l'Iva di cassa. Lo prevede un emendamento al dl sviluppo presentato dai relatori, Raffaele Vignali (Pdl) e Alberto FLuvi (Pd) con il consenso del governo. Il testo verrà votato domani e rappresenta ossigerno finanziario per le Pmi.

Kindle: guida non ufficiale all'ebook reader più diffuso nel mondo

Da oggi potete acquistare nelle librerie il nostro libro "Kindle: guida non ufficiale all'ebook reader più diffuso nel mondo" che spiega come utilizzare in modo immediato il Kindle, l'ebook reader di Amazon.

Potete acquistarlo direttamente in libreria o anche on line. È già disponibile da oggi su:

Dove nasce la psicologia dell'evasore

Oggi sul giornale locale è apparso di spalla l'editoriale che vi allego. A voi ogni commento...

Il massimo dirigente dell’Agenzia delle entrate, invitato in un noto e apprezzato talk show televisivo, dice testualmente: «Ai miei io dico sempre: astuti come serpenti, candidi come colombe».

Il tema è di scottante attualità: l’evasione delle tasse, malattia endemica del nostro Paese. Si annunciano drastici provvedimenti per tappare un immenso buco di miliardi, ossigeno benedetto per l’asfittica respirazione delle casse dello Stato. I “miei” sarebbero ovviamente - in un linguaggio un po’ da telefilm americano - gli uomini della Finanza e gli agenti del Fisco, quelli che piombano a Cortina e altrove.

È curiosa, e non so fino a che punto ironica, la citazione evangelica: siate accoglienti, ben disposti, ascoltate i dubbi e le proteste del cittadino ma al tempo stesso lavorate con astuzia, strisciate in silenzio pronti a catturare la preda. Non mi pare lo slogan più adatto per tranquillizzare ed educare la gente.

Ci troveremmo di fronte - se così fosse - a un candido messaggero di pace che in realtà sta avvinghiandosi intorno a noi e spia subdolamente dentro le nostre tasche. È difficile estrarre un incentivo alla fiducia da un serpente truccato da colomba e credere davvero che d’ora in poi la presunzione di innocenza prederà il posto della presunzione di colpevolezza nei rapporti quotidiani tra Fisco e cittadinanza.

Piccolo.TS.08.03.2012 Estratto.pdf (757,71 kb)

Il Kindle spiegato a mia zia: entrato nel Top 100

Il Kindle spiegato a mia ziaOggi il mio ebook "Il Kindle spiegato a mia zia" è entrato nella Top 100 di Amazon, ovvero i primi 100 libri venduti su Amazon. Inoltre risulta essere al primo posto nella categoria Informatica. Ogni tanto una gioia!

L'idea di scrivere questo libro mi è venuta quando ho regalato a mia zia il Kindle che io personalmente adoro e trovo, nella sua semplicità, semplicemente unico ed eccezionale.

Mia zia però ha incontrato qualche piccola difficoltà nell'utilizzare a pieno il Kindle anche perché non si ricordava dei semplici passaggi. Allora ho pensato che farle una guida da tenere sul comodino vicino al Kindle o ancora meglio nel Kindle, poteva essere un modo per aiutarla e darle un aiuto sempre a portata di mano (così non serve che mi chiami più per chiedere come cambiare pagina eheh).

Realizzato il documento mi è sembrato utile anche per chi, come lei, ne potrebbe aver bisogno e quindi ho deciso di metterlo sul Kindle Store.

E lo si può anche prendere in prestito anche per qualche giorno tanto per capire come orientarsi nell'utilizzo del Kindle.

Ho voluto mettere dentro molto immagini affinché un non esperto grazie alle immagini potesse immediatamente ricordarsi di cosa si parla e quindi applicarlo immediatamente nell'utilizzo.

Sono sempre a disposizione di chiunque per aggiungere o chiarire qualsiasi parte dell'eBook: potete visitare il forum della comunità che ho creato sul sito http://www.kindleitalia.net o porre qualsiasi domanda sul forum all'indirizzo http://forum.kindleitalia.net